


Notte di buio completo in molte zone della Striscia di Gaza, dopo la chiusura dell’unica centrale elettrica per la mancanza di carburante. Hamas, al potere in Gaza, punta il dito contro Israele che blocca le forniture di petrolio.
Secondo cifre fornite dall’Onu, almeno 800 mila persone su un milione e mezzo di abitanti della Striscia, rischiano di subire le conseguenze dell’embargo. I luoghi più a rischio sono gli ospedali che attualmente lavorano con generatori d’emergenza. Quattro ore dopo il black-out Hamas ha detto che la mancanza di elettricità ha causato la morte di 5 pazienti. Migliaia di palestinesi, inoltre, hanno organizzato ieri notte manifestazioni a lume di candela per criticare l’embargo, in cui Hamas ha domandato alla comunità internazionale di fare pressione sullo stato israeliano perché riporti alla normalità le forniture e riapra i passaggi di Gaza.
Christopher Gunness dell’Unrwa (l’organizzazione Onu per i rifugiati palestinesi) ha dichiarato: “la chiusura della centrale avrà un impatto devastante e priva la popolazione di risorse essenziali… è come privarli della loro dignità”.
Secondo cifre fornite dall’Onu, almeno 800 mila persone su un milione e mezzo di abitanti della Striscia, rischiano di subire le conseguenze dell’embargo. I luoghi più a rischio sono gli ospedali che attualmente lavorano con generatori d’emergenza. Quattro ore dopo il black-out Hamas ha detto che la mancanza di elettricità ha causato la morte di 5 pazienti. Migliaia di palestinesi, inoltre, hanno organizzato ieri notte manifestazioni a lume di candela per criticare l’embargo, in cui Hamas ha domandato alla comunità internazionale di fare pressione sullo stato israeliano perché riporti alla normalità le forniture e riapra i passaggi di Gaza.
Christopher Gunness dell’Unrwa (l’organizzazione Onu per i rifugiati palestinesi) ha dichiarato: “la chiusura della centrale avrà un impatto devastante e priva la popolazione di risorse essenziali… è come privarli della loro dignità”.








